Famiglia

È a Monforte d’Alba, nel cuore pulsante della Langa del Barolo – oggi patrimonio UNESCO – che ha inizio, negli anni 80, l’avventura familiare ed enologica dei fratelli Bruno e Gianni.

La sceneggiatura si svolge in una magnifica cascina risalente al XVIII secolo circondata dalle geometrie rigorose degli anfiteatri vitati della località Ornati che guardo frontalmente le Alpi Marittime.

Tenuta Rocca poggia sulle basi solide del percorso dell’affermazione di quasi quattro decenni, e oggi può contare sulla guida e sulla visione prospettica di Andrea e Chiara, la terza generazione. Il rispetto dell’ecosistema e del “saper fare” in vigna patrimonio storico dei vigneron piemontesi, ha portato l’azienda, in tempi moderni, alla conduzione biologica dei vigneti.

Andrea

Nel 2011, dopo essermi diplomato presso la Scuola Enologica di Alba, ho iniziato a condurre i vigneti ed a occuparmi delle vinificazioni. Ho dato un tocco di modernità all’azienda. Il mio obiettivo è, nel rispetto dell’ambiente, ottenere il meglio dai nostri vigneti per poter garantire un naturale svolgimento della vinificazione e affinamento dei vini.

Chiara

Dopo gli studi di Liceo Linguistico, nel 2016, entro stabilmente in Tenuta Rocca a fianco di mio fratello Andrea e di mio papà Gianni. Mi definisco la “voce narrante” della nostra Azienda, il cicerone dei primi 40 anni della Tenuta. Sono io ad accogliere gli ospiti, ad accompagnarli nelle visite e nelle degustazioni dei nostri vini.

Gianni

La passione del mio bisnonno per l’arte del  vino si tramanda di generazione in generazione. Dal 1986 ho preso in mano le redini di Tenuta Rocca e ho cominciato questa nuova avventura. Dal 2011 con la partecipazione totale di mio figlio Andrea e dal 2016 con quella di mia figlia Chiara, posso dedicarmi a promuovere i nostri vini in tutto il mondo.

Storia

I fratelli Bruno e Gianni, ventenni, ereditano papà Giovanni e mamma Irma la passione per quella terra che non era ancora la Langa di oggi, ma guardando con entusiasmo al futuro.

La grande opportunità: la famiglia acquista la Cascina Rocca nel comune di Monforte d’Alba, nel cuore della splendida località Ornati. I lavori trasformeranno precocemente la cascina in “Tenuta” nonché abitazione per la famiglia. Gli investimenti volgono dapprima alla valorizzazione dei vigneti, in seguito alla costruzione della nuova cantina. La produzione si orienta sui 3 autoctoni del territorio: Dolcetto, Barbera e Nebbiolo.

È l’anno dell’acquisizione del nostro primo vigneto di Barolo: la Bussia di Monforte. Bruno e Gianni si mettono subito al lavoro: quattro anni dopo vedrà la luce la prima bottiglia di Barolo “Tenuta Rocca”.

Tenuta Rocca si espande: vede la luce una nuova porzione di cantina dedica alla linea di imbottigliamento e allo stoccaggio.

Quattro nuovi ettari coltivati a vigna e cereali si aggiungono al corpo unico limitrofo all’azienda agricola.

Entra in scena la terza generazione: Andrea termina gli studi alla scuola enologica e si unisce a papà Gianni. Ora tocca a lui.

Si aggiunge ai nostri Barolo il Barolo del Comune di Serralunga, nella località Baudana, destinato a diventare una delle nostre etichette più rinomate

Diventiamo bio, ma solo sulla carta. Lo siamo sempre stati, anche senza senza certificazione.

Dopo Andrea è la volta di Chiara: sarà lei la voce narrante dei nostri primi quarant’anni. Toccherà sempre a lei il valzer delle degustazioni. Nello stesso anno la tenuta si arricchisce un nuovo vigneto in Bricco Giubellini. Il nebbiolo da Barolo è sempre più la nostra vocazione.

Il vigneto di Bricco San Pietro ci consolida come vigneron a trazione barolista.

Un nuovo capitolo della storia: l’Alta Langa è di confine e non possiamo resistere al richiamo del metodo classico. Con l’acquisizione di una cascina a Roddino, nel comprensorio della denominazione, diventiamo un poco spumantisti anche noi.

Sposiamo la bottiglia Albeisa, simbolo di un territorio: è l’occasione per rinnovare la comunicazione aziendale, soprattutto quella che sta a cuore al vignaiolo, l’etichetta. E, come sempre, è l’occasione per riallacciarci al territorio (sabaudo).